Nel 2003 sono state rinvenute tre teste di statue romane risalenti al I secolo d. C.[6]. Esempi di tale struttura sono ancora visibili sull'isola e particolarmente evidente è il fatto che ognuna di queste si trovi in mezzo ai terreni agricoli, dove il contadino si recava per lavorare la terra. Di ascendenza magrebina è anche la merghez, una salsiccia di manzo, abbondantemente speziata con peperoncino ardente. Il Carme Pisano del 1087 racconta infine che a Pantelleria vi era un castello grandioso il quale venne però distrutto dai pisani durante una spedizione. Nel 1550 il corsaro turco Dragut riuscì, seppur per breve tempo, ad impadronirsi del castello. Allo stesso tempo, venne costruito un ricovero anti-aereo nella parte sottostante la torre Santa Barbara. Dopo aver costruito tali muretti si decideva la collocazione della struttura. Noto è il cosiddetto "Specchio di Venere", piccolo bacino lacustre alimentato da acque termali. È sede del museo archeologico. La paternità di tale elemento viene con certezza attribuita a Ferdinando IV perché su una campana vi è inciso lo stemma di tale re. Durante il periodo di restauro si è ritenuto opportuno cercare di omogeneizzare la pavimentazione e i vecchi pavimenti sono stati ricoperti con mattoni in cotto e pietra lavorata. Altra componente fondamentale è l'"aira": una superficie piana in tufo vulcanico battuto delimitata da pietre tagliate alte tra i 30 e 50 centimetri e poste in maniera tale da formare una circonferenza. Diverse dalle altre sono le volte della torre circolare che sono a cupola. A partire dal 1991 l'edificio venne sottoposto a restauri da parte della Sovrintendenza ai BB.CC.AA di Trapani, [4] e dal 2010 è sede di un museo archologico regionale. Le aire ormai non sono più in funzione ma prima, al centro di questa, vi era un palo al quale veniva legato l'asino che, girando intorno, provvedeva a liberare i semi dei cereali sparsi per tutta la superficie dell'aira. Numerose sono anche le testimonianze dell'antica Cossyra, visibili sulle collinette di San Marco e Santa Teresa. LXXIX. Si può considerare un capolavoro dell'architettura moderna, per tanti aspetti unico nel suo genere, il gigantesco hangar sotterraneo di Pierluigi Nervi, ancora oggi usato per scopi militari. È sede del museo archeologico. Durante tale operazione, oltre a trovare un ordigno bellico, è stato scoperto un bunker, probabilmente risalente al 1940. Una volta conclusa la costruzione di tale torre, in prossimità di quest'ultima, i Normanni si dedicarono alla costruzione del castello, che probabilmente si basò su una struttura preesistente; un indizio in proposito è dato dal fatto che le stanze del castello non sono squadrate e tale caratteristica è tipica dell'architettura araba. Riadattato come carcere, tra il 1943 e il 1975, anno della chiusura, ha ospitato 912 detenuti dei quali la maggior parte era povera o nullatenente. Anche le volte presentano una certa omogeneità. Internamente invece si trovano, come per il dammuso di campagna, l'alcova e il camerino, che vengono impreziosite attraverso l'utilizzo delle mattonelle in ceramica e attraverso l'arricchimento delle volte con archi e lunette.[3]. [2] Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 14 ago 2020 alle 15:17. Pantelleria costituisce un punto di transito per la migrazione di molte specie aviarie tra Europa e Africa. All'epoca bizantina risale anche il nome attuale dell'isola, che nella sua forma originaria Patelareas, Πατελαρέας in greco, compare per la prima volta nella regola di questo monastero. Il Castello di Pantelleria, noto anche come Castello Barbacane, è una delle opere architettoniche più antiche presenti a Pantelleria. • Bonasera F., La dimora rurale nelle isole pertinenti alla Sicilia occidentale, in Valussi G. (a cura di), La casa rurale nella Sicilia occidentale, Olschki, Firenze, 1968, pp. Nella zona di Palazzolo Acreide e Sortino i dammusi sono diffusissimi e, se non costruiti sfruttando grotte esistenti, sono anche realizzati con archi a tutto sesto in pietra calcarea, a "foderare" la grotta o ad ampliarne la parte coperta. Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune. Nel 1395, durante il tentativo di conquista della Sicilia da parte dei catalani, Giovanni di Barnabo di San Lazzaro, parente dei Doria, si appropriò dell'isola imponendosi come feudatario. Per la costruzione di questo tipo di struttura venivano usate pietre lavorate, incastrate tra di loro senza l'ausilio di alcun materiale unificante. Negli anni '30 l'isola venne fortificata per diretta volontà di Mussolini, su progetto dell'ingegnere Pierluigi Nervi, che vi edificò, fra le altre cose, un gigantesco hangar sotterraneo. L'unica eccezione è il castello Barbacane, un severo maniero di aspetto rinascimentale formato da un corpo a pianta irregolarmente quadrangolare con corte interna, cui si unisce una torre quadrata che in origine doveva essere separata. Il clima è di tipo mediterraneo caldo, temperato da venti marini che soffiano impetuosi in ogni stagione, tra i quali prevalgono scirocco e maestrale. Agli Arabi si attribuisce per tradizione l'arrivo di gran parte degli elementi caratteristici del suo attuale paesaggio, tra i quali i dammusi. I lavori di restauro, effettuati a partire dagli anni novanta del novecento, sono stati di vitale importanza per l'edificio. Nell'isola si trova il parco nazionale dell'Isola di Pantelleria, (fino al 2016 riserva naturale orientata Isola di Pantelleria) con un lago (lo specchio di Venere) il cui bacino occupa i resti di una caldera vulcanica. Lo stinniture è addossato al muro esposto a Sud, in modo da rendere l'essiccazione più veloce. Dal punto di vista edilizio, il materiale predominante nell'edificio è la pietra lavica di Pantelleria la quale si presenta, in base alla destinazione d'uso e al periodo in cui è stata collocata, nella sua forma naturale o in quella lavorata. Dopo un considerevole lasso di tempo, durante cui l'isola rimase apparentemente disabitata, i fenici vi fondarono una colonia, Cossyra, i cui resti archeologici si trovano sulle colline di San Marco e Santa Teresa nell'immediato retroterra dell'attuale capoluogo. Le antiche popolazioni sicule si erano stabilite nel territorio ibleo già nell'VIII secolo a.C. scavando nuove grotte accanto a quelle naturali. I più importanti ed esclusivi sono quelli del parco archelogico del Sese, nell'area di Mursìa e Cimillia, ovvero l'abitato capannicolo dell'età del Bronzo, con un monumentale muro di fortificazione, e la relativa necropoli dei sesi. Sulla scia del vento e dei Dammusi, La proclamazione di Pantelleria patrimonio dell'umanità UNESCO, Insetti, Uccelli e Mammiferi di Pantelleria, parco nazionale dell'Isola di Pantelleria, riserva naturale orientata Isola di Pantelleria, coltivazione della vite Zibibbo ad alberello, tipica di Pantelleria, Comune di Pantelleria - i centri abitati sono definiti contrade, http://www.trovadammusi.com/images_07/_MG_8216.jpg, https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8173, http://www.portodipantelleria.com/il-porto-di-pantelleria/, http://www.aeroportodipantelleria.it/info-voli/arrivi-partenze/, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pantelleria&oldid=116529220, Errori del modulo citazione - citazioni con URL nudi, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Museo archeologico, presso il castello Barbacane. Fino a non molto tempo fa era noto l'allevamento di asini e di muli apprezzati in tutta Europa. Certamente gli Arabi introdussero la coltivazione del cotone e la loro lingua che, con una variante locale simile al maltese, rimarrà in uso fino agli inizi del XIX secolo e che ancora oggi influenza profondamente il siciliano che si parla localmente. Cresce spontanea una varietà di cappero, che oggi rappresenta anche una delle principali coltivazioni dell'isola, insieme con quella della vite e dell'ulivo (con la varietà detta biancolilla), quest'ultimo coltivato basso e ramificato in ampiezza per proteggerlo dal vento. L'origine del nome "Castello Barcacane" ha una spiegazione storica: sembra infatti che un funzionario governativo, nell'atto di scrivere l'elenco dei beni demaniali dell'isola, abbia confuso "Castello ed il suo Barbacane" con "Castello Barbacane".[2]. L'isola è dotata di una buona ricettività alberghiera, ed attrae ogni anno un buon numero di turisti, soprattutto italiani. Nel 1123 l'isola fu conquistata da Ruggero II ed annessa al Regno di Sicilia, del quale seguirà i destini fino ad oggi. Si può suddividere l'interno della struttura in due parti: quella non accessibile e quella visibile ed accessibile. Numerosi i piatti a base di legumi, tra i quali un tipo di lenticchia rossa che si coltiva in loco. Diversamente da quest'ultimo, il dammuso di campagna ospitava tutta la famiglia la quale vi si recava e vi soggiornava per la lavorazione e la trasformazione dei prodotti agricoli. Nell'isola è ancora attivo l'ospedale "B. Nagar". La prima coincide con tutta la zona sotterranea che, una volta conclusa la seconda guerra mondiale, venne riempita di materiale di rifiuto e poi murata. Sembra infatti che il castello facesse parte di una cinta muraria all'interno della quale vivevano le famiglie cristiane. Risale a questo periodo, se non l'introduzione, almeno la profonda cristianizzazione della sua gente:le fonti storiche citano anche un monastero di cui si ignora il sito. Sull'isola non vi sono edifici storici di particolare pregio, anche a causa della radicale distruzione del suo capoluogo avvenuta durante i bombardamenti anglo-americani. Inoltre non trascurabile è l'apporto all'economia locale determinato dai numerosi personaggi pubblici, italiani e stranieri, che posseggono a Pantelleria uno dei caratteristici dammusi. Tale scalinata indirizza il visitatore verso un ingresso aperto sul quale si affacciano vani di grandezza differente. Analizzando i costituenti del dammuso di campagna si notano le due principali zone: una centrale, dedicata alla vita famigliare, e il resto della struttura, destinata allo svolgimento dei lavori. Vennero così ricostruiti il bastione sul lato mare e una contro muratura la quale racchiudeva al suo interno una torre rotonda tutt'ora visibile. Questi, una volta risanati hanno evidenziato il distacco tra la parte risalente al periodo arabo-normanno e il bastione del 1500. Nel 1939 fu costruito l'Aeroporto di Pantelleria, come struttura militare e nel dopoguerra riconvertito come civile. Nei posti più lontani e difficili da raggiungere al sardune si affiancava un altro piccolo dammuso, nonché la stalla per l'asino pantesco, che era di vitale importanza per il contadino dell'isola. I Romani diedero un forte impulso all'economia dell'isola come dimostrano i numerosi insediamenti sparsi nel suo territorio e i rinvenimenti nello stesso sito di Cossyra, tra i quali tre ritratti in marmo raffiguranti Cesare, Tito ed una donna identificata con Antonia minore. La cisterna invece permetteva l'accumulo di acqua. I sovrani borbonici trasformarono l'isola in colonia penale, funzione che mantenne anche sotto i Savoia e che è cessata del tutto solo con la caduta del fascismo. La sua amministrazione però non soddisfece gli abitanti, che manifestarono la loro insoddisfazione al re, che fece uccidere il feudatario all'interno del castello stesso. Durante la seconda guerra mondiale nelle acque di Pantelleria si verificò uno dei due scontri della battaglia di mezzo giugno. Il dammuso di campagna, detto anche "loku", è l'evoluzione del sardune. Una di queste torri, detta torre mastra, venne costruita a Pantelleria in prossimità del castello. Essa consisteva in una fossa che, dopo essere stata murata, veniva coperta attraverso l'ausilio della pseudo-volta, elemento del tutto innovativo. [3], Questa tipologia di dammuso si trova all'interno delle contrade. Pantelleria è un'isola che si caratterizza per la singolarità del suo paesaggio, nel quale agli elementi naturali (tavolieri di colate laviche, coni vulcanici, cale e faraglioni) si aggiungono tipici manufatti creati dall'uomo: L'economia dell'isola è basata sull'agricoltura specializzata della coltivazione della vite: famoso lo zibibbo e i vini dolci come il Moscato di Pantelleria, il Passito di Pantelleria, il Moscato passito di Pantelleria. https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dammuso&oldid=114885416, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Nel 1734 i Borbone si impadronirono di Napoli e della Sicilia: per il Castello di Pantelleria fu un'ulteriore tappa fondamentale. Tale costruzione è la prima forma assunta dal dammuso. [10], Altra zona di intervento fu la torre dell'orologio. Proprio per tale motivo, il dammuso non è mai isolato e presenta degli spazi dedicati alla socialità, quali il "passiature" e la "ducchena". Nel 1221, Normanni e Saraceni stipularono un patto il quale prevedeva che l'isola venisse governata da un prefetto di religione islamica scelto dal governo imperiale. Al loro interno si cela un numero variabile di celle (da due a dodici) a pianta circolare con volta a cupola ogivale, cui si accede da uno stretto e basso cunicolo. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Il Castello di Pantelleria: da carcere a monumento, Castelli e fortezze nelle città italiane e nei centri minori italiani (secoli XIII-XV), Il castello di Pantelleria: da carcere a monumento, Ultima modifica il 12 ago 2020 alle 10:52, voci di architetture militari presenti su Wikipedia, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Castello_di_Pantelleria&oldid=114848050, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. La maggior parte degli architravi è costituita da un solo blocco di pietra lavorato, sorretto da due piedritti. Il comune di Pantelleria fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria nº 3 (Isola di Pantelleria)[19]. Infatti, il sardune era lo spazio all'interno del quale il coltivatore poteva recarsi durante le sue pause lavorative. Con il termine dammuso (mutato dal siciliano dammusu che vuol dire "volta" o "intradosso") si indica una struttura architettonica in pietra, tipicamente siciliana di derivazione arabeggiante: la casa tradizionale dell'isola di Pantelleria. In un primo momento venne messa in sicurezza la torre circolare, in evidente stato di degrado, e si cercò di eliminare gli elementi superflui e inutili nella comprensione dell'architettura del castello. [16] È collegato tramite aliscafi e traghetti a Trapani. Se è composto da un unico vano è chiamato sardune, se sono di più loku. Tuttavia alcune delle sue parti più importanti furono distrutte solo con il Piano particolareggiato del dopoguerra. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Il vernacolo di Pantelleria era un dialetto siculo-arabo affine al maltese fino al tardo Settecento, quando fu sostituito dalla lingua siciliana nella sua variante pantesca. Allo stesso periodo risale l'assetto attuale del Castello Barbacane, che ancora oggi domina il porto del capoluogo, anche se probabilmente il primo impianto era di epoca normanna. Altro elemento evidente in tutti i dammusi di campagna è lo "stinniture": una superficie piana usata per far appassire l'uva al sole. [7], È possibile accedere all'altra area percorrendo una scalinata in muratura. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea. Nota per la sua centralità nel Mar Mediterraneo, scalo intermedio tra Africa e Sicilia e caposaldo per il commercio col Levante, Pantelleria si caratterizza per la singolarità del suo paesaggio, nel quale agli elementi naturali (colate laviche a blocchi, cale e faraglioni) si aggiungono i manufatti creati dall'uomo: muri a secco, con la quadruplice funzione di spietrare il fondo, contenere il terreno, delimitare la proprietà fondiaria e proteggere dal vento; giardini panteschi, costruzioni quasi sempre cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di proteggere gli agrumi dal vento e di controllare gli effetti micro-climatici per un giusto apporto di acqua alla pianta, laddove l'isola ne è naturalmente sprovvista; dammusi, fabbricati rurali con spessi muri a secco, cubici, con tetti bianchi a cupola ed aperture ad arco a tutto sesto, atavici esempi di architettura bio-climatica. Nel 1311 una flotta al servizio di Re Federico III di Sicilia, al comando di Luigi di Requesens, vi conseguì una notevole vittoria; la famiglia Requesens ottenne in seguito il principato dell'isola. Infine, attraverso la scala, si accedeva al quarto livello, di cui non vi è più traccia. [10], Prima del restauro i pavimenti erano molto diversi l'uno dall'altro: in cotto, in cemento, e addirittura in pietra (lavorata e non). Per quanto noto ad oggi, il più antico stanziamento è il villaggio fortificato con mura ciclopiche di Mursìa, dell'età del Bronzo, databile ad un periodo compreso tra il XXII e il XV secolo a.C., di cui sono note numerose capanne, le più antiche delle quali dalla curiosa planimetria che ricorda lo scafo di un'imbarcazione, ed un imponente muro di fortificazione, tra i meglio conservati del Mediterraneo preistorico, il quale, spesso circa 10 metri e alto almeno altrettanto, circonda l'insediamento sul suo lato est per una lunghezza di 300 metri. A Modica le piccole abitazioni della parte storica della città conservano a tutt'oggi questa importante testimonianza del passato. Conquistata dall'ammiraglio bizantino Belisario nel 540, per conto dell'imperatore Giustiniano, Pantelleria conobbe un periodo di profonda decadenza, durante la quale venne usata, come forse già in epoca romana, quale luogo di esilio di importanti personaggi. Tale torre verticale conteneva due campane ed un orologio. Pantelleria è dotata di un aeroporto ed è collegata all'Italia continentale con voli di linea, in regime di continuità territoriale. Il primo ed il secondo sono ancora integri, e rispettivamente composti da uno e tre vani. Il terzo livello, andato ormai distrutto, era costituito da un unico vano. Sono tuttora presenti molti fenomeni di vulcanesimo secondario, prevalentemente acque calde e soffioni di vapore. [3] Nel 647 d.C. l'isola aveva offerto riparo ai cristiani d'Africa provenienti dalla penisola di Scerik, i quali scappavano dalle persecuzioni musulmane e, nell'intento di proteggere al meglio il territorio, costruirono fortezze. Ad epoca tardo-antica (V-VI secolo d.C.) risalgono alcuni insediamenti, di cui rimangono le necropoli costituite da tombe a fossa scavate nella roccia ed una caratteristica produzione ceramica, detta pantellerian ware, rinvenuta in vari luoghi del Mediterraneo. Ferdinando IV di Borbone decise di costruire una piccola torre rettangolare sopra la torre circolare già esistente. A Pantelleria si produce anche un tipico formaggio fresco, detto tumma, consumato sia dolce che salato. Scarsamente praticata la pesca, sono invece in crescente sviluppo le attività legate al turismo, specialmente estivo. Si data alla fine dell'Eneolitico un gruppo di vasi, forse di un corredo funerario, rinvenuto casualmente a Bugeber. Il 26 novembre 2014 a Parigi l'UNESCO ha dichiarato la pratica agricola della coltivazione della vite Zibibbo ad alberello, tipica di Pantelleria, patrimonio dell'umanità[13]. La flora autoctona dell'isola è costituita dalla macchia mediterranea, assai rigogliosa nelle regioni sud-orientali. Sempre agli Arabi si deve la rivalutazione dei materiali locali: la pietra lavica e il tufo vulcanico. Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 la popolazione straniera residente era di 576 persone, pari al 7,4 % della intera popolazione. Sull'isola vi sono numerose chiesette, quasi sempre costruite con il medesimo aspetto dei caratteristici dammusi locali, che rappresentano la vera specialità architettonica di Pantelleria. Vi è una certa predominanza della volta a botte, costruita con pietra squadrata ed in alcuni casi anche ben visibile. Altra importante modifica riguardò le volte che furono perfezionate e innovate divenendo l'elemento fondamentale dei dammusi.[1]. [4]. A questo periodo risale la prima testimonianza della cittadella fortificata. Piana della Ghirlanda vista da Montagna Grande, Pantelleria Medievale. L'isola raggiunge un'altitudine di 836 m sul livello del mare con la Montagna Grande. Il dammuso di abitazione rappresenta la principale caratteristica della cultura pantesca, cioè la volontà di condivisione e di dialogo con i vicini. Effettua voli diretti in regime di continuità territoriale con l'aeroporto di Palermo e con l'aeroporto di Trapani-Birgi e stagionali con Catania, Roma, Milano, Torino e Venezia[17]. La costruzione del sardune era preceduta da quella dei muretti a secco che servivano a delimitare le varie proprietà terriere. L'intonaco però si rovinò dopo poco tempo e proprio per questa sua fragilità si decise di uniformare la torretta al resto dell'edificio rivestendola di pietra squadrata. Tra i volatili stanziali si segnalano svariate specie di rapaci, compresi il falco pellegrino, il barbagianni, la poiana e la berta maggiore. Da qualche anno è sede di museo, dove vi sono custodite le teste di Pantelleria. Gli scavi archeologici condotti nell'insediamento hanno restituito una notevole quantità di oggetti importati da svariate regioni del Mediterraneo (Micene ed Egitto), che testimoniano il ruolo centrale dell'isola in una fitta rete di scambi che aveva come principale obiettivo i principali metalli, rame e stagno, necessari alla produzione del bronzo. Pantelleria (Pantiḍḍṛaría in siciliano) è un comune italiano di 7 625 abitanti del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia.. Il comune copre l'intera isola di Pantelleria che è estesa più di 80 km² (4 volte circa l'isola di Lampedusa) e si trova a 110 km a sud ovest della Sicilia e a 65 km a nord est della Tunisia, la cui costa è spesso visibile a occhio nudo. Antonietta Valenza, Pantelleria e i suoi dammusi, Flaccovio Dario, 2015, ISBN 9788857904382. Nel 1292 venne istituita la figura di "capitano della guerra", responsabile delle guarnigioni per le quali il castello diventava sito operativo. Nel 1859, in seguito alla spedizione di Sapri, le carceri di Pantelleria e Favignana vennero sfollate. Nella zona sud ovest dell'isola sorge il piccolo porto di Scauri. Il comune copre l'intera isola di Pantelleria che è estesa più di 80 km² (4 volte circa l'isola di Lampedusa) e si trova a 110 km a sud ovest della Sicilia e a 65 km a nord est della Tunisia, la cui costa è spesso visibile a occhio nudo.[4]. [1] Le diverse attività che si svolgevano all'interno del loku hanno avuto un risvolto concreto per quel che concerne la sua organizzazione spaziale, molto più complessa rispetto a quella del sardune. Pantelleria conserva numerosi resti monumentali della sua storia antica. Per quanto riguarda l'aspetto esteriore, il dammuso di abitazione, soprattutto sulla zona Sud dell'isola, viene intonacato usando colori chiari, in molti casi completamente di bianco; una cornice rosa circonda gli infissi e sottolinea i bordi del dammuso. Nel 1863, la parte adibita a carcere venne utilizzata per rinchiudere i briganti. Durante il periodo di dominazione spagnola il castello assunse una doppia funzione; oltre ad essere una fortezza esso diventava anche carcere. Durante i secoli tali grotte sono state adibite dapprima a tombe, e poi di nuovo ad abitazioni. Il "sardune" è una struttura che consiste in un unico vano con tetto a cupola. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 12 ago 2020 alle 10:52. 167–182 Tra questi ultimi vi fu Don Pietro Gallucci, che descrisse la struttura interna che risulta essere simile a quella odierna. Invece, a Nord dell'isola, al fine di creare un "passiature" coperto si usano dei tralicci attraverso i quali si fa inerpicare la vite. Tale tecnica permise loro l'allineamento di più unità cellulari e questo favorì la creazione di un tessuto edilizio compatto. Gli Arabi infatti modificarono la pianta delle strutture abitative che da circolare diventò quadrangolare e scoprirono la tecnica dello squadro murario. Tra i costituenti onnipresenti vi è la cisterna la quale è il punto finale del sistema di raccolta delle acque piovane: l’acqua, dai tetti a cupola, viene immessa tramite la canalata nella cisterna che normalmente è posta sotto il piano del terreno. Il "passiature" si presenta in maniera differente in base alla contrada nella quale viene edificato il dammuso. L'ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, sul pendio nord-occidentale, nella parte sommersa. Collocato in una posizione strategica, all'imboccatura del vecchio porto di Pantelleria, domina tutto il centro cittadino.

Simona Cavallari Marito, Nati 21 Marzo Caratteristiche, Chiusura Autostrade Oggi Genova, Da Sorbillo Napoli, I Templi Romani A Cosa Servivano, Nati Il 15 Maggio Segno Zodiacale, Lago Sotterraneo Più Grande D'europa, Famiglia Venturi Lecce, Menu Pizze Classiche, Liceo Linguistico Con Lingua Cinese Milano,

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