Per esempio: “Cosa fai tu? Ma, ditemi, se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Interiormente mobilitati da queste grida che reclamano da noi un’altra rotta (cfr ibid., 53), reclamano di cambiare, potremo contribuire al risanamento delle relazioni con i nostri doni e le nostre capacità (cfr ibid., 19). Per uscire migliori da un a crisi, il principio di sussidiarietà dev’essere attuato, rispettando l’autonomia e la capacità di iniziativa di tutti, specialmente degli ultimi. Commenti a: Testo del Discorso di papa Francesco all’University of Notre Dame, Indiana USA. Qualcuno potrà dirmi: “Ma padre oggi sta parlando con parole difficili!”. Il Codice di Diritto Canonico ricorda che i fedeli «hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa» (can. La buona politica è una delle espressioni più alte della carità, del servizio e dell’amore. L’amarezza si cambierà in una grande dolcezza, e le dolcezze facili, mondane, si trasformeranno in amarezze. Fratelli e sorelle, sotto la protezione della Vergine Maria, mettiamoci al lavoro, ciascuno secondo i propri mezzi, per realizzare intorno a noi una società in cui gli ultimi sono considerati come i primi. Dobbiamo andare avanti con tenerezza. Pensiero che a forza di ripetersi finisce per annidarsi in noi. Oggi, questa mancanza di rispetto del principio di sussidiarietà si è diffusa come un virus. La corruzione puzza! Conoscono le nostre amarezze e pregano anche il Signore per noi. E questa parola che tutti siamo migranti non è scritta su un libro, è scritta nella nostra carne, nel nostro cammino di vita, che ci assicura che in Gesù tutti siamo figli di Dio, figli amati, figli voluti, figli salvati. Benedico di cuore tutti voi, benedico le vostre famiglie e questo vostro quartiere, benedico i bambini che sono qui attorno a noi. Perché? Dall’altro lato, però, i vertici della società devono rispettare e promuovere i livelli intermedi o minori. Oggi ho firmato la Lettera apostolica «Sacrae Scripturae affectus», nel 16° centenario della morte di San Girolamo. Si ascoltano di più le grandi compagnie finanziarie anziché la gente o coloro che muovono l’economia reale. In alcune società, tante persone non sono libere di esprimere la propria fede e i propri valori, le proprie idee: se le esprimono vanno in carcere. Al giorno d’oggi sembra di respirare un’atmosfera generale (non solo tra di noi) di una mediocrità diffusa, che non ci consente di arrampicarci su giudizi facili. Può essere una grande occasione. Spesso, però, molte persone non possono partecipare alla ricostruzione del bene comune perché sono emarginate, sono escluse o ignorate; certi gruppi sociali non riescono a contribuirvi perché soffocati economicamente o politicamente. Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti, nessuno di noi può dire: “io non sarò mai corrotto”. Tutte le professioni, tutti. [Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese. Ma questo cammino di solidarietà ha bisogno della sussidiarietà. I migranti sono esseri umani di seconda classe? Caso sospetto in ospedale a Sarno, chiuso il Pronto Soccorso, A Pozzuoli di nuovo positiva una donna guarita da mesi. La solitudine del pastore è una solitudine abitata da risa e pianti delle persone e della comunità; è una solitudine con volti da offrire al Signore. Ad esempio, a causa del lockdown per il coronavirus, molte persone, famiglie e attività economiche si sono trovate e ancora si trovano in grave difficoltà, perciò le istituzioni pubbliche cercano di aiutare con appropriati interventi sociali, economici, sanitari: questa è la loro funzione, quello che devono fare. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Chi non ha fatto sua questa visione evangelica della realtà si espone ad indicibili e inutili amarezze. Dobbiamo far sentire ai nostri fratelli e sorelle migranti che sono cittadini, che sono come noi, figli di Dio, che sono migranti come noi, perché tutti noi siamo migranti verso un’altra patria, e magari arriveremo tutti. Così è importante quella normalità del Regno di Dio: il pane arrivi a tutti, l’organizzazione sociale si basi sul contribuire, condividere e distribuire, con tenerezza, non sul possedere, escludere e accumulare. E se quello che fa così si dice cristiano è un bugiardo, non dice il vero, non è cristiano. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. ], [Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua portoghese. ], [Fra qualche giorno celebreremo la festa degli Angeli Custodi. Che futuro ha? È l’Adamo decaduto che è in noi a farci questi scherzi. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non abbiamo paura di sognare in grande, cercando gli ideali di giustizia e di amore sociale che nascono dalla speranza. La via del male è una via che ruba sempre speranza, la ruba anche alla gente onesta e laboriosa, e anche alla buona fama della città, alla sua economia. 1341). Il santo Popolo fedele di Dio ci conosce meglio di chiunque altro. 239). No Copyright 2020 | Privacy Policy Questo sito è protetto da reCAPTCHA e la Privacy Policy e Terms of Service di Google. Ed è vero. “Adesso torniamo alla normalità”: no, questo non va perché questa normalità era malata di ingiustizie, disuguaglianze e degrado ambientale. [2] Si tratta di una solitudine a metà – diciamolo sinceramente –, perché è la solitudine del pastore che è carica di nomi, volti, situazioni, del pastore che arriva alla sera stanco a parlare col suo Signore di tutte queste persone. ap. E nessuno si perda per il cammino! Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Una riflessione ad intra Ma essa non coincide sempre con l’unanimità delle opinioni. Tale partecipazione aiuta a prevenire e correggere certi aspetti negativi della globalizzazione e dell’azione degli Stati, come accade anche nella cura della gente colpita dalla pandemia. Altrimenti, gli altri problemi vengono a cascata: dall’isolamento, da una comunità senza comunione, nasce la competizione e non certo la cooperazione; spunta il desiderio di riconoscimenti e non la gioia di una santità condivisa; si entra in relazione o per paragonarsi o per spalleggiarsi. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). Penso anche al lavoro a metà. Dio vi benedica! Prima di tutto una certa deriva autoritaria soft: non si accettano quelli tra di noi che la pensano diversamente. Per Benedetto non è in discussione l’autorità, tutt’altro, è l’abate che risponde davanti a Dio della conduzione del monastero; però si dice che nel decidere egli deve essere “prudente ed equo”. La sua radice risiede nell’animo stesso dei Napoletani, soprattutto nella loro gioia, nella loro religiosità, nella loro pietà! [1], Terza causa di amarezza: problemi tra noi. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. È il più sostanzioso fra gli elisir del demonio, la sua ambrosia!». Conosciamo, ma non “tocchiamo”. “Senza i contributi per la pensione e per la salute?”. Estendiamo questo applauso ad ogni membro del corpo sociale, a tutti, a ognuno, per il suo prezioso contributo, per quanto piccolo. La lontananza dalla forza della grazia produce razionalismi o sentimentalismi. Chiediamo al Signore che ci doni la capacità di riconoscere ciò che ci sta amareggiando e così lasciarci trasformare ed essere persone riconciliate che riconciliano, pacificate che pacificano, piene di speranza che infondono speranza. Il fine riparativo è volto a ripristinare, per quanto possibile, le condizioni precedenti alla violazione che ha perturbato la comunione. Una società partecipativa – dove gli “ultimi” sono tenuti in considerazione come i “primi” – rafforza la comunione. Una società solidale ed equa è una società più sana. E qui penso all’intervento del Presidente della Corte di Appello. Questo è grave! Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. – Io insegno ai poveri, io dico ai poveri quello che devono fare – No, questo non va, il primo passo è lasciare che i poveri dicano a te come vivono, di cosa hanno bisogno: Bisogna lasciar parlare tutti! Come diceva sant’Ireneo di Lione: “ciò che non è assunto non è redento”. Per questo facciamo tanta fatica a prenderci cura e custodire quello che il nostro predecessore ha iniziato di buono: sovente arriviamo in parrocchia e ci sentiamo in dovere di fare tabula rasa, pur di distinguerci e marcare la differenza. Al contrario di quella prevista dal legislatore statuale, la pena canonica ha sempre un significato pastorale e persegue non solo una funzione di rispetto dell’ordinamento, ma anche la riparazione e soprattutto il bene dello stesso colpevole. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ricordiamo le parole di Bernanos: «Solo dopo molto tempo lo si riconosce, e la tristezza che lo annuncia, lo precede, come è dolce! #giovedisanto. [3] Diario di un curato di campagna, Milano 2017, 103. Così il Signore vuole coinvolgerci direttamente nel suo regno. Il demonio non vuole che tu parli, che tu racconti, che tu condivida. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Volendo dire ciò con il linguaggio della gente comune: si ascoltano più i potenti che i deboli e questo non è il cammino, non è il cammino umano, non è il cammino che ci ha insegnato Gesù, non è attuare il principio di sussidiarietà. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. ), quanto piuttosto due motivi molto seri e destabilizzanti per i preti. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏! Ma queste sintetizzano tanti incontri che ho avuto con alcuni di voi. La specifica collaborazione del vostro Dicastero è definita nella Costituzione Pastor bonus (cfr artt. Papa Francesco a Napoli, il discorso del Pontefice Discorso del Pontefice Papa Francesco è tornato a Napoli, Ultime di Oggi Cronaca Covid-19, nuova ordinanza della Regione Campania: chiusura anticipata per bar, locali e ristoranti Ma è necessario arrivare a questo? No! ap. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme. Più ci si sente speciali, potenti, ricchi di doni, più si chiude il cuore al senso continuo della storia del popolo di Dio a cui si appartiene. E tutti dobbiamo andare a trovare Dio: uno prima, l’altro dopo, o come diceva quell’anziano, quel vecchietto furbo: “Sì, sì, tutti! Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Fra tutti si fa una buona politica! Ha messo a nudo la grande disuguaglianza che regna del mondo: disuguaglianza di opportunità, di beni, di accesso alla sanità, alla tecnologia, all’educazione: milioni di bambini non possono andare a scuola, e così via la lista. No! Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Il Signore sostenga i loro sforzi per essere fedeli servitori del Vangelo. La Sposa di Cristo è e rimane il campo in cui crescono fino alla parusia grano e zizzania. Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Da prete non voglio che il vescovo mi accontenti, ma che mi aiuti a credere. ], [Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. È questa la vostra grande risorsa: la gioia, l’allegria. Tra poco benedirò una campana che si chiama “La Voce dei non Nati”, commissionata dalla Fondazione “Sì alla Vita”. [Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese. Lasciamo che anche queste “amarezze” ci indichino la via verso una maggiore adorazione al Padre e aiutino a sperimentare di nuovo la forza della sua unzione misericordiosa (cfr Lc 15,11-32). [2] Avete sentito voi, il teorema del bicchiere: l’importante è che il bicchiere si riempia e così poi cade sui poveri e sugli altri, e ricevono ricchezze. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. La nostra coscienza individualizzata ci fa credere che nulla ci sia stato prima e nulla dopo. Il vero problema che amareggia non sono le divergenze (e forse nemmeno gli errori: anche un vescovo ha il diritto di sbagliare come tutte le creature! Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza. Finché Cristo non sarà tutto in tutti, tutti cercheranno di imporsi su tutti! C’è una tristezza che ci può condurre a Dio. Il Signore ha promesso: “Io farò nuove tutte le cose”. Dio vi benedica! Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Le urla della mamma di Joseph: "Ho perso il mio... Donato Ceglie assolto dalle ipotesi di abuso d'ufficio con la formula "perché il fatto non... Meteo Napoli e Campania, arriva l'estate di San Martino: sole e caldo nel fine settimana. Uscire dalla crisi significa cambiare, e il vero cambiamento lo fanno tutti, tutte le persone che formano il popolo. Vi esorto a proseguire con tenacia in tale compito. Perché nessuno sarebbe all’altezza delle esigenze. Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Quanta corruzione c’è nel mondo! Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Potremo rigenerare la società e non ritornare alla cosiddetta “normalità”, che è una normalità ammalata, anzi ammalata prima della pandemia: la pandemia l’ha evidenziata! Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. La normalità alla quale siamo chiamati è quella del Regno di Dio, dove «i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo» (Mt 11,5). Il crocifisso: segno dell’amore di Gesù che ha dato sé stesso per noi. Nelle scorse settimane, abbiamo riflettuto insieme, alla luce del Vangelo, su come guarire il mondo che soffre per un malessere che la pandemia ha evidenziato e accentuato. E poi una fede che si traduce in gesti semplici di carità fraterna. E qui si comprende un’altra cosa: non basta ascoltare solamente la storia per comprendere questi processi. ], [Saluto cordialmente i polacchi. Se sono isolato, i miei problemi sembrano unici e insormontabili: nessuno può capirmi. Così non permettiamo alle persone di essere «protagoniste del proprio riscatto». Non proviamo a ricostruire il passato, il passato è passato, ci aspettano cose nuove. Laudato si’, 69. Il sospetto ha drasticamente reso i rapporti più freddi e formali; non si gode più dei doni altrui, anzi, sembra che sia una missione distruggere, minimizzare, far sospettare. Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su: Fanpage è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 26/07/2011. E così funziona il principio di sussidiarietà. «Chi nasconde le proprie colpe non avrà successo, chi le confessa e le abbandona troverà misericordia» (Pr 28,13). Andate voi, io vado per ultimo!”. Usciremo in peggio. Cari fratelli e sorelle, sembra che il tempo non è tanto buono, ma vi dico buongiorno lo stesso! E tutti insieme, tutti in comunità. Riportiamo le parole pronunciate da Papa Francesco durante il momento di preghiera straordinario sul sagrato di Piazza San Pietro, Il Papa prega davanti al crocifisso di San Marcello  Lo Spirito che abita il cuore – sostanzialmente e non in figura – è qualcosa che forse non abbiamo mai sperimentato per dissipazione o negligenza. Questa è la nostra lotta! L’adesione alle iniziative rischia di diventare il metro della comunione. Conosco l’impegno, generoso e fattivo, della Chiesa, presente con le sue comunità e i suoi servizi nel vivo della realtà di Scampia; come pure la continua mobilitazione di gruppi di volontari, che non fanno mancare il loro aiuto. Il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, attraverso iniziative diverse, si impegna inoltre a offrire il suo aiuto ai Pastori delle Chiese particolari e alle Conferenze Episcopali per la corretta interpretazione e applicazione del diritto; più in generale, nel diffondere la conoscenza e l’attenzione verso di esso. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. Sperare non è convincersi che le cose andranno meglio, bensì che tutto ciò che accade ha un senso alla luce della Pasqua. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male! Unisciti ai migliaia di visitatori soddisfatti che hanno scoperto Nail Color, Gel Manicure Nails e Polish.Questo dominio potrebbe essere in vendita! Alcune settimane fa, una ragazza che aveva bisogno di lavoro, ne ha trovato uno in una ditta turistica e le condizioni erano queste: 11 ore di lavoro, 600 euro al mese senza nessun contributo per la pensione. E’ una tentazione, è uno scivolare verso gli affari facili, verso la delinquenza, verso i reati, verso lo sfruttamento delle persone. La società corrotta puzza! Attuarlo, attuare il principio di sussidiarietà dà speranza, dà speranza in un futuro più sano e giusto; e questo futuro lo costruiamo insieme, aspirando alle cose più grandi, ampliando i nostri orizzonti. ], [Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese; in particolare i nuovi seminaristi arriviati a Roma per iniziare il loro cammino di formazione e i diaconi del Pontificio Collegio del Nord. Grazie. Oggi celebriamo la memoria di San Girolamo che ci ricorda che l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo. Durante la vista pastorale a Napoli, nell’incontro con la popolazione del quartiere di Scampia, periferia Nord di Napoli da sempre afflitta da gravi problemi, dalla camorra all’altissimo tasso di disoccupazione e degrado, Papa Francesco ha pronunciato un importante discorso che riportiamo parola per parola.

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