Nel ’29 è stata decisiva per la sua formazione, l’entrata nella Compagnia Cafiero-Fumo, dove imparò la misura del palcoscenico. Rappresentazioni di un genere  popolare, a cura di P. Scialò, Napoli 2002, p. 163;  Dizionario del cinema italiano. Il padre era un sarto del quartiere di Forcella. Morì nella sua casa di  Parco Grifeo in corso Vittorio Emanuele a  Napoli il 23 febbraio 1986. Fu anche autore di canzoni. L’attività nel varietà proseguì senza sosta durante il periodo bellico segnando nuove importanti collaborazioni. In questi  film egli coprì il ruolo antagonistico di austero  padre di famiglia. Esauritosi il filone della commedia, nella  seconda metà degli anni Sessanta prese  parte a numerosi ‘musicarelli’ accanto a  cantanti emergenti quali Gianni Morandi  e Adriano Celentano, concludendo la sua  attività cinematografica nel 1971. Virginia Balestrieri, Actress: Cavalleria rusticana. La frequentazione con i testi del commediografo, comunque, non doveva essere inconsueta a Taranto. Per quanto riguarda la prosa, Taranto ha coltivato principalmente due autori napoletani, contribuendo non poco alla riscoperta e rivalutazione del loro repertorio: Marotta e Viviani. – Vezzeggiativo familiare, con il quale s’indica un bambino, o ci si rivolge a lui: il mio nini; nino, sta fermo; vien qua, nina. Subsequently she starred with numerous Italian actors, including Umberto Spadaro, Vittorio De Sica, Virna Lisi, Amedeo Nazzari, Nino Taranto, Anthony Quinn, and Vittorio Gassman. Nel 1955 partecipa al Festival di Napoli con la canzone ‘O ritratto ‘e Nanninella. Nino Taranto, adesso è presente sul canale ufficiale della Fondazione Nino Taranto.. Ricca gallerie di immagini, sketch, canzoni note e tante rarità.. Un canale con tanto materiale in continua evoluzione e aggiornamento curato dal nostro amico Salvatore Avolio a stretto contatto con la Famiglia Taranto.. Un tributo necessario a un dei più grandi esponenti del teatro Italiano del ‘900. Le trasposizioni televisive effettuate nei primi anni Sessanta riguardarono anche i testi di Viviani, a cui Taranto aveva da  sempre riservato uno spazio privilegiato  nel suo repertorio. Nel 1933 venne scoperto da Anna Fougez, che lo fece debuttare nella grande rivista, alla quale si sarebbe dedicato fino al secondo dopoguerra, accanto a Wanda Osiris e poi a Titina De Filippo, dando vita a straordinarie macchiette, tra le quali l’indimenticabile Ciccio Formaggio, ritagliato perfettamente su di lui dal duo Cioffi e Pisano: un ometto iellato, tradito e bistrattato dalla fidanzata, la quale per ennesimo gratuito dispetto gli sforbicia la tesa del cappello. Nino Taranto fu anche uno dei comici in assoluto più presenti alla radio, dove accentuò, più che l’eleganza che lo contraddistingueva sul palcoscenico, la voce duttile e la gioiosa caratterizzazione napoletana. Andere Amazon-Websites können Cookies für weitere Zwecke verwenden. Nel 1933, tornato in patria, l’attore fondò una ditta con Aldo Bruno e Agostino Clement, proseguendo sui palcoscenici napoletani nello stesso filone drammatico. Identità Insorgenti è una testata giornalistica quotidiana e telematica registrata presso il Tribunale di Napoli con reg. In questo periodo partecipò anche ad un film muto “Vedi Napoli e poi muori”. Da Bacoli a Sorrento si destinano i fondi a emergenza Covid, MONOLOGO DEL VENERDI / De Luca: “Sulla Campania sciacallaggio politico e mediatico. Fu protagonista anche di varie commedie, fra cui Mettiamo le carte in tavola di Giuffré e Ghirelli (1956, regia di Mantoni), Bello di papà di Marotta e Randone (1960, allestita da Giandomenico Giagni) e L’imbroglione onesto del prediletto Viviani (1961, regia di Vittorio Viviani). Nella rivista reinventò la macchietta che ai primi del ‘900 Nicola Maldacea aveva reso popolarissima, riscotendo molto successo, merito del suo intuito artistico ma anche grazie alla genialità del duo di autori, Pisano-Cioffi, che firmò tutti i suoi successi. Nei primi anni Sessanta, infatti, il macchiettista era divenuto comprimario  di Totò. Negli ultimi anni sarebbe tornato con successo al teatro dialettale, soprattutto al fianco di Luisa Conte e del fratello Carlo; suo nipote Corrado è anch’egli attore. FIGLI DIMENTICATI / Nino Taranto, ignorato il trentennale della morte, COSA SI PUO’ FARE E COSA NO / Campania zona rossa: come nel lockdown. Le macchiette erano motivi di facile orecchiabilità, su parole (in prima persona) di una succosa evidenza comica e parodistica, la sintesi della napoletanità, vale a dire la considerazione della vita sempre in bilico tra l’umorismo, il comico e il dramma. Viene accolto in un castello governato da un perfido marchese, che tiene prigioniera la cognata. Protagonista di Gente nosta (di Ernesto Murolo - Libero Bovio) e Luntananza  (di Paola Riccora), fu Pulcinella in  Un’ora al San Carlino (Ernesto Murolo -  Ernesto Tagliaferri). Rendendo perfetto equilibrio al  duo, Taranto seppe controbilanciare l’esuberanza  del protagonista con una vena  umoristica distaccata e mai cinica: alla rappresentazione  di personaggi acuti e composti,  impersonati dalla figura statuaria  dell’attore allora cinquantenne, corrispose  una recitazione sempre pertinente e una  gestualità misurata. (Nelli - Mangini). Viene accolto in un castello governato da un perfido marchese, che tiene prigioniera la cognata. Nel 1921 debuttò al teatro Centrale in occasione di ’Na camera affittata a tre, spettacolo seguito da un gran varietà a cui Taranto prese parte intonando brani di diverso carattere, tra i quali il pezzo comico Fifì Rino (di Raffaele Viviani, 1905) e il più drammatico ’A Santanotte (di Eduardo Scala - Francesco Bongiovanni, 1920). Anche gli anni settanta lo videro impegnato in un’intensa attività radiofonica: ospite fisso di molte edizioni del celebre programma Gran varietà, nel 1976 interpretò, per il ciclo Una commedia in trenta minuti, le pièce Piccolo caffè di Bernard, Il signor di Pourceaugnac di Molière e Socrate immaginario di Ferdinando Galiani, tutte dirette da Gennaro Magliulo. Infatti, si racconta che “Mestiere di padre” Viviani l’avesse scritta negli anni ’30 proprio pensando alle sue corde interpretative. Nel 1977 fu tra i conduttori di Un altro giorno e presentò la rassegna di poeti e musicisti partenopei Pagine napoletane, mentre nel 1980 partecipò a La bella bionda di Imbriani (regia di Carlo Di Stefano) e nell’81 tornò ai microfoni per presentare Lezione di farsa, itinerario radiofonico sulla fortuna e sfortuna della comicità plebea diretto da Magliulo. Nel 1956 lo spettacolo Caviale e lenticchie (Giulio Scarnicci - Renzo Tarabusi) fu accolto da un clamoroso consenso. Eppure Taranto fu un figlio di Napoli che, sebbene non di primissimo piano, ebbe ruoli storici e ne ha fatto – di fatto – la storia teatrale e cinematografica a fianco di grandissimi. Allo stesso anno risale  anche la sua ultima apparizione televisiva, nel programma che la RAI decise di dedicargli: Taranto Story, una monografia in  quattro puntate in cui veniva ripercorsa la  sua carriera. 368-371; F. Greco, La tradizione ed il  comico a Napoli dal XVIII secolo ad oggi, Napoli  1982, p. 86; T. Chiaretti, Un artefice magico del  teatro all’antica napoletano, E. Corsi, N. T. esce  di scena, G. Magliulo, Per lui contava solo il pubblico,  tutti in La Repubblica, 25 febbraio 1986; A.  Grasso, Storia della televisione italiana, Milano  2000, pp. Qualche anno più tardi entrò a far parte della “Compagnia dei piccoli” diretta da Mimì Maggio, per il Teatro Partenope a Foria, suoi compagni di scena furono: Pupella Maggio, Gino Maringola, Ugo D’Alessio, Nello Ascoli e tanti altri. Purtroppo la ricorrenza è stata dimenticata dai più: dalle istituzioni ma anche dalla gente comune. Nel 1928 l’artista entrò nella compagnia Cafiero-Fumo, con la quale ebbe modo di sviluppare le sue abilità vocali e attoriali, passando dalla macchietta alla sceneggiata, e alternando la  canzone di giacca all’attività di fine dicitore. Tra i titoli in cartellone, Carcere, un copione tratto dall’omonima canzone di successo di Libero Bovio e Ferdinando Albano. Gioca nei Briganti Napoli del football americano e trasporta questa sua passione anche su Identità. Negli anni settanta ha lavorato anche in televisione in trasmissioni di successo come “Milleluci” e “Senza Rete” facendo conoscere alle generazioni nate con la Tv, le sue intramontabili macchiette. Negli anni in cui l’ho conosciuto e frequentato, nel panorama dei grandi attori, non solo napoletani, era quasi un caso a sè. Esordì tredicenne al Teatro Centrale di Napoli, interpretando quelle che sarebbero diventate le sue specialità: la “canzone in giacca” drammatica e quella da “dicitore” in abito da sera, rivelando le straordinarie doti di caratterista che l’avrebbero reso, per oltre mezzo secolo, uno degli interpreti più amati dal pubblico italiano. Nello stesso Festival  si aggiudicò anche il secondo posto con ’A  prutesta (Antonio Moxedano - Antonio  Sorrentino). Ricorrevano ieri, 23 febbraio 2016, i 30 anni dalla morte di Nino Taranto. : Napoli, Fondazione Nino Taranto,  Archivio privato; Enciclopedia dello spettacolo,  IX, Roma 1962, pp. Venne una sera ancora vestito da militare, era più vecchio di me, ma io avevo già Nino Taranto, uno dei figli più degni di Napoli, nacque a Napoli il 28 agosto del 1907, catapultandosi, già in tenera età , nel mondo dello spettacolo, dando un segno testi canzoni di alicia keys Nino Taranto, uno dei figli più degni di Napoli, nacque a Napoli il 28 agosto del 1907, catapultandosi nino (o nini) s. m. (f. -a) [voce del linguaggio infantile, formata sul suffisso dim. Looking for something to watch? Si dedicò anche alla prosa costituendo una propria compagnia solo nel 1955 e mettendo in scena, oltre a farse e commedie leggere, i testi dell’amico e maestro Raffaele Viviani, di cui propose fra l’altro L’ultimo scugnizzo (1956) e Don Giacinto (1961), che valorizzarono al meglio la sua intensa espressività. Grande successo ebbe la sua partecipazione al varietà televisivo Io, Agata e tu (1970), diretto da Romolo Siena, in cui affiancava con incontenibile verve il cantante Nino Ferrer e la giovanissima Raffaella Carrà; in questo programma ebbe modo di riportare al successo una canzone del suo repertorio macchiettistico, Agata. Il genere della sceneggiata fu coltivato anche negli Stati Uniti, dove Taranto si recò in tournée agli inizi degli anni Trenta. Usato anche, in tono affettivo... tarantismo (o tarantolismo) s. m. [der. Nel giugno 1983, la Rai trasmise al sabato sera un ciclo di tre commedie dirette da Gaetano Di Maio, rappresentate al Teatro Sannazzaro di Napoli, delle quali fu cointerprete insieme a Luisa Conte: ‘A morte ‘e Carnevale, Nu bambeniello e tre San Giuseppe, Arezzo 29. Per varie stagioni  consecutive i due dedicarono ancora  ampio spazio al repertorio di Viviani, la cui  opera Lo sposalizio rappresentò l’ultima  interpretazione dell’attore sul palcoscenico  nell’aprile del 1985. Tra i due si instaurò uno strano rapporto di complicità, nel senso che era Taranto ad assecondare la stranezza e le matterie di Totò ma no come farebbe una spalla tradizionale, che si limita a fornire , meccanicamente, gli spunti e i pretesti per le battute del comico. L’anno seguente all’attore fu affidato il ruolo di primo comico nella compagnia Frasca. Actress of theater and cinema, Virginia Balistrieri began acting near Giovanni Grasso and under the direction of Nino Martoglio in silent films. Keep your little bookworms engaged outside of the classroom with our selection of the very best literary adaptations. In tali circostanze Nino cominciò a mostrare la sua predisposizione vocale. Si è spenta Maria Taranto, figlia del grande attore e cantante napoletano Nino Taranto. Da ricordare inoltre le interpretazioni al fianco di Totò. Il padre seguendo una consuetudine del tempo, lo portava ai festini degli sponsali, con una bella voce, a soli nove anni cantava già “macchiette”. Prime Video verwendet Cookies, um Ihnen bestimmte Dienste zur Verfügung zu stellen, einschließlich Authentifizierung, Speicherung von Einstellungen und Bereitstellung von Inhalten. I più noti, ideati da Egidio Pisano e Giuseppe Cioffi, furono Carlo Mazza, da Mazza, Pezza e Pizzo (1937), e Ciccio Formaggio, dall’omonima macchietta scritta espressamente per il cantante nel 1940. All’attività di attore di commedie teatrali corrispose, nello stesso periodo, quella di attore di commedie brillanti sul grande schermo, con un Taranto impegnato a vestire i panni dell’italiano medio in film come   I prepotenti (1958, di Mario Amendola), il  cui buon esito trovò seguito per il protagonista  in Prepotenti più di prima (1959, di  Mattoli). Dopo i successi internazionali di Parigi e Budapest, la rappresentazione fu prodotta in versione televisiva RAI nel 1960. Nello stesso anno portò al successo la canzone Dove sta Zazà? Minuto, senza alcuna soggezione stava in scena con il piccolo frack cucitogli dal padre. Weitere Informationen darüber, wie Amazon Cookies verwendet, finden Sie in den Amazon-Cookie-Hinweisen. Negli anni sessanta accrebbe la sua popolarità con numerose partecipazioni televisive, come il varietà Lui e lei con Delia Scala (1956), seguito da Lui, lei e gli altri (1956), entrambi firmati da Marchesi e Metz, e l’edizione 1964-65 di Canzonissima dal titolo Napoli contro tutti, ma senza abbandonare la radio. Dieser Titel ist möglicherweise nicht an Ihrem Standort verfügbar. Dotato di forte inventiva e spontanea comicità, rinnovò il genere della macchietta grazie a una recitazione sempre equilibrata e una mimica incisiva che gli permisero di trasformare i protagonisti degli sketch musicali in personaggi rimasti celebri. Ne vennero fuori interpretazioni di memorabile forza espressiva, nelle quali il comico si rivelò attore drammatico di forte personalità. Graditissimi al pubblico radiofonico, inoltre, i vari “one man show” che presentavano i suoi maggiori successi, da Mostra personale (1958, regia di Giagni) ad Il mio spettacolo: Nino Taranto di Francesco Luzi (1961, regia di Marco Lami), a Paglietta a tre punte (1963). Nell’ultimo periodo di attività il poliedrico  artista si dedicò in prevalenza al teatro,  riscuotendo successi accanto ad Aldo Fabrizi nello spettacolo scritto da Neil Simon  I ragazzi irresistibili (1974). Dopo l’ingresso nella compagnia dei Piccoli guidata da Mimì Maggio al teatro Partenope, nel 1924 Nino, già conosciuto nell’ambiente teatrale cittadino, comparve come ‘scugnizzo’ in Vedi Napule e po’ mori! TARANTO, Nino (Antonio Eduardo). Ritornerà ad una manifestazione canora napoletana nel 1973, alla Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli, dove sarà presentatore e cantante. I due riscossero ampio successo in numerosi teatri italiani con lo spettacolo Finalmente un imbecille! Pasquale, padre di dodici figli rimasto vedovo, si traveste da monaco per trovare un alloggio per sé e la numerosa famiglia. In età prescolare Taranto fu avviato alla musica dalla famiglia materna presso la sartoria, luogo in cui gli zii Salvatore e Angelo Salomone e il prozio Ferdinando avevano formato un complesso strumentale con il quale dilettarsi durante le pause dal lavoro. Nino Taranto nacque a Napoli il 28 agosto del 1907. figlio di un sarto del quartiere di Forcella, divenne artista per predisposizione. Nell’84 propone una trasmissione tutta sua dal titolo “Taranto Story” dove ripercorre la sua lunga carriera riproponendo il teatro dei suoi esordi e i personaggi di un genere ormai tramontato cioè la sceneggiata. Nel 1934 l’artista debuttò nella prosa drammatica al teatro dei Fiorentini. Nel 1956, anno in cui scrisse i versi della canzone Lusingame (musica di Mario Festa), approdò al piccolo schermo nel varietà Lui e lei accanto alla soubrette Delia Scala. Poco incline all’educazione scolastica e alla prospettiva del lavoro sartoriale, a nove anni il fanciullo fu affidato al maestro Salvatore Capaldo, con il quale apprese l’arte del canto. Esse insistevano spesso su un solo personaggio, cornuto, un po’ scemo, sfortunato e brutto. Weitere Informationen darüber, wie Amazon Cookies verwendet, finden Sie in den, Dieser Titel ist möglicherweise nicht an Ihrem Standort verfügbar. Il 28 luglio dello stesso anno sposò la napoletana Concetta Ravasco, sua coetanea, con la quale ebbe tre figli: Maria (1930), Carmela (1932) e Raimondo (1934). Terzogenito di nove figli di Raimondo e di Maria Salomone, fu concepito dopo la morte neonatale di una coppia di gemelli. Gli attori, a cura  di E. Lancia - R. Poppi, II, Roma 2003, pp. Feste e periodi che furono i primi palcoscenici del giovane attore, talento canoro naturale, coltivato poi dal maestro Salvatore Capaldo, che lo avviò sulla strada del professionismo. Nino Taranto era un grande artista ed anche una persona amabile. Nel 1951 esordì alla radio nel varietà Rosso e nero, cui fece seguito nei decenni successivi la sua partecipazione a numerosi programmi. Eppure Taranto fu un figlio di Napoli che, sebbene non di primissimo piano, ebbe ruoli storici e ne ha fatto – di fatto – la storia teatrale e cinematografica a fianco di grandissimi. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Taranto, ormai, non faceva il comico, recitava: i suoi Sketches erano autentici brani di prosa comica, quella prosa di cui l’attore sarebbe approdato felicemente nel ’55. Il padre seguendo una consuetudine del tempo, lo portava ai festini degli sponsali, con una bella voce, a soli nove anni cantava già “macchiette”. Nino Taranto era un grande artista ed anche una persona amabile. Nel 1927 entrò nella compagnia di sceneggiate Cafiero-Fumo e nel 1928 si avvicinò con successo alla sceneggiatura; invitato in tournée negli Stati Uniti, ne tornò con “una pianola a nastro e mille dollari” impiegati per finanziare la sua prima compagnia di varietà, che durò solo quindici giorni e finì nel disastro totale. Cercherà in tutti i modi di liberarla per avere stabile ospitalità nella dimora. All’attività teatrale si affiancò quella di attore cinematografico già a partire dal 1938, anno in cui l’artista fece parte del cast di Nonna Felicita (di Mario Mattoli). Bar e ristoranti chiusi, aperti alimentari, farmacie e diversi generi di commercio al dettaglio, FOLLIE ISTITUZIONALI / Il Comune di Napoli spende 250mila euro per le luminarie. (Raffaele Cutolo - Giuseppe Cioffi, 1944) divenuta nel 1947 un film diretto da Giorgio Simonelli con protagonista lo stesso cantante affiancato da Isa Barzizza. Nino Taranto: biografia del famoso comico napoletano nel post a cura di Napoli Fans.

Crans Montana Cantone, Mariana Aresta Storia, Simbolo Dell'evangelista Giovanni, Vendita Casa Caserta 20mila, 1 Luglio Compleanni Famosi, Metropoli Di Lione, Case Popolari Interni, 23 Marzo 2001,

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