Alcuni saliti sopra banchi si sfasciano le ferite; altri languenti si vedono tratti per terra in iscorci maravigliosi, in guisa che par che escano co’ piedi fuor della tela : alcuni vecchi vengono sostenuti da giovani, e donne sollevate nei letti che fan sembianti di raccomandarsi alla pietà del Santo. Si fermò in un castello chiamato acquapendente, colpito dalla peste, dove si offrì per aiutare gli appestati. Et parlado con uno chiamato Vincenzo priore de quello, il pregò se volesse dignare de tuorlo in compagnia, dove el servirebbe con summa charita fino ala morte. Rudolf Berliner (1920, p. 495, nota 66) trascrisse invece un documento del ‘Registro delle parti’ della Scuola di San Rocco, datato 11 marzo 1565, riportando la data 1559, anziché 1549, ipotizzando un precedente errore di trascrizione della seguente deliberazione: (Archivio della Scuola, Registro delle Parti, Vol. Collocazione: Chiesa di San Rocco, Venezia (Presbiterio – parette destra in basso), Tintoretto, San Rocco risana gli appestati – Chiesa San Rocco, “Con questa scena fa il suo ingresso nell’arte figurativa veneta la rappresentazione della peste nel suo tragico infuriare. Egli la vide nel 1566, rimanendone fortemente impressionato: L’opera fu inizialmente identificata con uno dei due quadri pagati a Tintoretto nel 1567, sempre per la stessa chiesa (Pittaluga, 1925; Berenson, 1932). a destra, l’ultimo gruppo, quasi una piramide prefetta, con al vertice la donna che cerca di aiutare ad alzarsi una sua compagna di sventura, e in basso un personaggio barbuto che cerca di sollevare un infermo perché possa assistere al miracolo. Sono immagini di giganti abbattuti e imploranti, ma nulla vi è di squallido o di macabro: nell’alta cifra stilistica in cui vengono realizzati essi trovano riscatto all’orrore dell’evento rappresentato.”. Questa opera celebre per la rarità della composizione, poiché ogni sua parte rappresenta una tale mestizia appropriata al luogo, che desta negli animi effetti di commiserazione, per la squisitezza del disegno, e per l’eccellenza del colorito, (poiché quei corpi non paiono composti di colori, ma formati di viva carne), è degna di tutte quelle lodi, che dar si possono ad un’opra di somma perfezione. Pallucchini, ad esempio, era convinto che “L’idea dell’effetto notturno nello sfondo, rotto solo dalla luce delle torce” del dipinto di San Rocco fosse una trovata di cui “Tiziano terrà conto nel Martirio di san Lorenzo di qualche anno dopo” (1950, p. 126). La Rossi conferma datazione e consonanza stilistica proposte da Coletti, aggiungendo che anche la donna “dalla forte muscolatura che lo sorregge” dell’Adultera è simile a quella che “solleva l’ammalata nel dipinto di San Rocco” (1982, p. 158). (Tratto dalla Vita De Sancto Rocho, in Legendario de santci vulgare … di Iacobo de Voragine tradotto in lingua volgare da Nicolao de Manerbi veneto, 1503). Morì ad Aligera, dove era stato imprigionato perché sospetto di spionaggio. Tintoretto, Cristo e l’adultera – Gemäldegalerie Alte Meister, Staatliche Kunstsammlunge Dresda. I quattro quadri con raffigurati episodi della vita di San Rocco, collocati nel presbiterio della omonima chiesa, vengono spesso citati dalle antiche guide ma, dopo il Vasari, per avere una descrizione del quadro di San Rocco che risana gli appestati, bisogna attendere Ridolfi: Anche Zanetti si sofferma sul dipinto, paragonandolo per qualità pittorica al celebre Miracolo di S. Marco: Come in molte altri suoi quadri, Tintoretto raffigura in primo piano un pavimento libero e in prospettiva, che si apre su un’ampia scena, limitata da due donne ai lati, quasi della quinte, con la funzione “di raccorciare la distanza visiva tra lo spettatore e il fulcro della scena rappresentata, aiutandolo a introdurre il suo sguardo all’interno di essa” (Rizzi, 1994, p. 136). In essa ritroviamo l’inesauribile inventiva e la felice vena narrativa che caratterizza le migliori opere di questo periodo, l’attenzione per la realtà intrecciata al momento sacro e miracoloso, l’inquadratura di ampio respiro, l’uso teatrale della luce “quale elemento coordinatore di effetti scenici” (Rossi, 1978, p. 183), gli effetti chiaroscurali, la robusta plasticità delle figure, derivata dagli artisti tosco- romani. L’una è di San Rocco entro l’Ospitale, che sana col segno della Croce un appestato, che sollevandosi una gamba gli mostra la ferita. La medesima figura, infatti, la troviamo nel dipinto Cristo e l’adultera di Dresda, databile anch’esso alla fine degli anni ’50. Esistono numerose prove (sopratutto disegni) del fatto che Tintoretto girava attorno ai suoi modelli (umani e fantocci che fossero), disegnandoli dalle più svariate posizioni. Città di Venezia", Concorso Internazionale di Fotografia Subacquea [...] L'articolo Mostra proviene da Museo di Storia Naturale di Venezia. Sicuramente è identica la figura della donna curva che tenta di far alzare uno sciancato con quella presente, sul lato sinistro del quadro di San Rocco, che invece sostiene una sua compagna di sventura. San Rocco risana gli appestati è un dipinto del pittore veneziano Tintoretto realizzato nel 1549 e conservato nella Chiesa di San Rocco a Venezia. Esistevano ben due lazzaretti, edificati nelle isole della laguna, lontani dal centro. più in fondo, immerse nell’oscurità, alcune figure, quasi dei fantasmi, illuminati soltanto dalla flebile candela appesa alla parete, si apprestano a tumulare un morto di peste; al centro, San Rocco che si piega per benedire la piaga di un malato, disteso su un letto. La nota di pagamento del 1567, relativa a due quadri dipinti da Tintoretto per la chiesa, lascia infatti intendere che, sotto alla tela del San Rocco tra gli animali, vi era prima del 1567 un altro dipinto. Alessandro Bullo è laureato in lettere con indirizzo artistico (Tesi di Laurea: “La scultura del XVI secolo nella Chiesa dei SS. Pur non essendo citato il titolo del quadro nell’annotazione del 1565, la maggior parte della critica ritiene che si tratti del San Rocco che risana gli appestati, visto dal Vasari nel 1566, ed è concorde nel datare il telere 1549. San Rocco risana gli appestati è un dipinto del pittore veneziano Tintoretto realizzato nel 1549 e conservato nella Chiesa di San Rocco a Venezia[1]. Tintoretto, San Rocco risana gli appestati – Chiesa San Rocco “Con questa scena fa il suo ingresso nell’arte figurativa veneta la rappresentazione della peste nel suo tragico infuriare. La prima di queste istorie è quando S. Rocco risana gli infermi nello Spedale . Figure ignude e vestite, uomini, donne, d’ogni età, ammalati e languenti fono i soggetti di questa rappresentazione , cosi bene immaginati , variati e disposti , che più forse dall’arte cercar non si può  (…) e piena in fine di verisimiglianza e di proprietà è ogni azione, ogni movenza , e insieme di pittoresca dottrina: unione cui non è facile a trovar sempre nelle opere di questo gran genio. Se finora nessuna testimonianza figurativa ci era giunta dell’orrore dei lazzaretti durante il periodo della peste, il flagello più temuto dell’epoca, è il Tintoretto che per primo ce la offre, con una fedeltà realistica che riesce sorprendente … quasi un impossibile Caravaggio in anticipo di mezzo secolo. In uno finse una prospettiva come d’uno spedale pieno di letta e d’infermi in varie attitudini, i quali sono medicati da Santo Rocco, e fra questi sono alcuni ignudi molto bene intesi, et un morto in iscorto che è bellissimo. Il primo a ricordare la grande tela del Tintoretto nella chiesa di San Rocco è il Vasari, nelle sue Vite. Un’altra luce arriva però da sinistra, colpendo con violenza i personaggi del dramma. Giovanni e Paolo”), vive e lavora a Venezia. Due grandi passioni: VENEZIA, sua città natale, e il cinema NOIR americano, 2020 Anno 1 – Fascicolo 2 - Autore Alessandro Bullo, Grazie a un protocollo d'intesa siglato da Fondazione Musei Civici di Venezia e IIT Istituto Italiano di Tecnologia alcune opere custodite nel Museo del Settecento Veneziano a Ca' Rezzonico sono in questi giorni sottoposte ad analisi spettrografiche con mezzi innovativi. Il santo, modello di comportamento per tutti i confratelli per il suo impegno caritativo, si aggira in un ambiente di cupi bagliori gremito di corpi agitati. il primo a sinistra che inizia con la donna che si sporge e finisce con l’ammalato disteso, dove le figure maschili seminude sembrano quasi dei modelli in posa, durante un corso di pittura dal vero (Bercken-Mayer. (…) in Santo Rocco, nella capella maggiore, sotto l’opera del Pordenone, fece duoi quadri a olio grandi quanto è larga tutta la capella, cioè circa braccia dodici l’uno. La datazione 1549, precedentemente indicata, trova conferma nella vicinanza stilistica e formale con altre opere dello stesso periodo, come l’Adultera di Dresda e l’Ultima cena di San Marcuola: “per esempio della donna che si china sporgendosi dal gruppo a destra nel S. Rocco, coll’«Adultera» di Dresda e colla Fede della «Cena», oppure del malato disteso nel gruppo predetto coll’altro malato dell’ «Adultera», nei quali lo scorcio del collo e del viso è invertito ma identico.” (cfr. Indossò l’abito dei pellegrini e si recò in Italia. «Fino dal 1549 fo fatto ell quadro della capella granda in giexia per ser Jacopo tentoreto all quall fo promesso ollttra all precio allui datto di mettarllo in lla scholla nostra la qual cossa esttatta desmenttigatta… ». Non è, in ogni modo, un caso che, proprio in questo periodo, Tiziano stesse dipingendo uno dei più bei notturni della storia dell’arte: il Martirio di San Lorenzo ora ai Gesuiti (1546 – 1559). Come abbiamo già evidenziato in altri articoli, dedicati alle opere del Tintoretto, egli era affascinato dalle immense potenzialità della visione tridimensionale della figura umana. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 12 apr 2020 alle 20:17. Il suo corpo fu in seguito rubato e trasportato a Venezia. Coletti, 1944, p. 32). Si tratta di un motivo caro al pittore, vista la frequenza con cui egli lo utilizzò. La luce è la voce narrante di ciò che accade, perché evidenzia teatralmente i personaggi della storia, li segue nel loro dramma, e li conduce infine verso il fulcro, verso il Santo che offre loro la speranza. Solo una torcia arde sul fondo, insufficiente a illuminare quell’ambiente così vasto. Tintoretto, San Rocco risana gli appestati – Chiesa di San Rocco, Jacopo Tintoretto (Jacopo Robusti, Venezia 1519-1594) - San Rocco risana gli appestati (1549), Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria con i santi Agostino, Marco e Giovanni Battista, Madonna col Bambino tra i santi Marco e Luca, Battesimo di Cristo Chiesa di San Silvestro, Presentazione di Gesù al Tempio Gallerie dell'Accademia, Assunzione della Vergine Chiesa di Santa Maria Assunta detta I Gesuiti, Resurrezione di Cristo con san Cassiano e santa Cecilia, Resurrezione di Cristo Scuola Grande di San Rocco, Compianto sul Cristo morto Città del Messico, Cristo placa la tempesta sul lago di Tiberiade, Battesimo di Cristo Scuola Grande di San Rocco, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Rocco_risana_gli_appestati&oldid=112130459, Voci con modulo citazione e parametro pagina, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. “la luce attrae dal fondo pauroso di tenebre e costruisce in saldi volumi i gruppi abbagliati del primo piano. Olio su tela. Anche la figura distesa, con la gamba destra alzata, di Dresda è una copia, ripresa da altra angolazione, dell’appestato che San Rocco sta benedicendo. Le radiazioni luminose, dirette e violente come riverberi di riflettore, sui gruppi scavati da cupe ombre modellatrici, sono tra i più chiari preludi, nell’arte del Tintoretto, alla sintesi costruttiva della luce che intaglia nel fondo di tenebre la gradinata di figure attorno il Cristo deposto del Caravaggio”. Tornando alle figure femminili, che si prodigano ad aiutare i malati del lazzaretto, sia Krischel (2000, p. 38) che Villa ci informano che si tratta di prostitute che, durante i periodi in cui la peste si accaniva sulla città, venivano assunte per lavorare nei lazzaretti. La novità della pala è però l’atmosfera notturna, in cui si svolge il miracolo, ed è essa che colpisce e affascina lo spettatore del cinquecento come quello contemporaneo: Da notare che Venturi, proprio in virtù di questa stupenda ambientazione notturna, posticipava la datazione del dipinto, considerandolo terminato il 13 aprile 1567 (1929, p. 415), e quindi contemporaneo del San Rocco visitato dalle fiere nel deserto, che si trova nello stesso presbiterio. San Rocco risana gli appestati – Stile pittorico e ambientazione notturna. Il capolavoro di San Rocco è una prova del nuovo percorso, intrapreso dal Tintoretto dopo il successo del Miracolo di San Marco. Il Giudizio Universale / Maria in meditazione / Ultima Cena / La piscina probatica / Nozze di Cana / Crocifissione / Sant’Orsola e le sue Compagne / Ultima Cena / Ultima Cena / Invenzione della Croce / I quattro Evangelisti / Ritratto del Procuratore Nicolò Priuli / Miracolo dello schiavo / Paradiso, Ritratto di vecchio / Visitazione e i Santi Giuseppe e Zaccaria, Cristo e l’adultera / Ritrovamento del corpo di San Marco, Paradiso / Ritratto di vecchio / Ritrovamento del corpo di San Marco / Sant'Agostino risana gli storpi, ARTE.it è una testata giornalistica online iscritta al Registro della Stampa presso il Tribunale di Roma al n. 292/2012 | Direttore Responsabile Luca Muscarà | © 2020 ARTE.it | Tutti i diritti sono riservati, Visitazione e i Santi Giuseppe e Zaccaria, I gatti nell'arte: 7 imperdibili dipinti da riscoprire, Dagli Uffizi alla Basilica di San Pietro, dal giovane Picasso a Dalì: la settimana in tv su Sky, Rai, Netflix, Sette capolavori inediti del MANN svelati in anteprima dagli scatti di Luigi Spina, Le iniziative online del Museo Diocesano Carlo Maria Martini, Collezioni Comunali d'Arte Palazzo D'Accursio o Comunale. La posa del santo, come giustamente notato da. Realizzata nel 1549 dal pittore veneziano Jacopo Robusti (1518-1594) – detto ‘Tintoretto’ per il mestiere del padre, tintore di tessuti – San Rocco che risana gli appestati è la prima delle quattro tele eseguite per il presbiterio della Chiesa di San Rocco. […], Il primo a ricordare la grande tela del Tintoretto nella chiesa di San Rocco è il, VeniceCafe.it utilizza i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il traffico. Ne’ due quadri minori che deonsi esaminare in ciascheduna lor parte , si troveranno i maggiori frutti e più soavi della scuola tizianesca , degli studj più sodi delle forme di Michelangiolo, e delle cognizioni delle ombre e dei lumi acquistate con tanta industria; e vi si scorgono oltracciò una grande eguaglianza di attenzione , che nulla perde dello spirito e della bravura pittoresca, e un pennello che or morbido e pieno emula Tiziano, ora ardito e sicuro spiega il carattere del suo autore : ne’ due quadri minori poi si riconosce, che questo maestro non era sempre eguale a se stesso. Al centro di essa, San Rocco, con la testa illuminata dal nimbo raggiante, unica vera luce nelle tenebre, unica vera speranza contro la peste. […], Dal 16 ottobre all'8 novembre 2020 al Museo di Storia Naturale la XIII edizione di "ABISSI. Il rimanente di quell’ospizio è ripieno di donne e d’uomini infermi. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su Ok o qualunque elemento della pagina acconsenti all'uso dei cookie. Tutti a Venezia sapevano bene chi erano quelle “infermiere” che Tintoretto rappresenta con grazia ed eleganza, ben acconciate e serene; rende ancora una volta un omaggio umanissimo e commovente, in una società per tanti versi crudele, ai destini delle “donne perdute”, in realtà ampiamente usate. Et recevuo Rocho nelo hospitale da Vincenzo. Si tratta di una fonte di luce fantastica e irreale, quanto l’aureola sul capo di San Rocco. (Trovatosi nel castello di aquapendentem) “Rocho per opera de Pietà se conferì a Inospitale deli amorbati. Il dipinto sarebbe stato ispirato a Tiziano dalla visione, a Roma, dell’affresco di Raffaello con San Pietro liberato dal carcere della Stanza di Eliodoro. Più volte la critica ha evidenziato la vicinanza stilistica del telere di San Rocco, “per la macerazione manieristica cui il pittore sottopone l’interpretazione della folla delle figure” (Pilo, 1995, p. 420), con la pala di Sant’Agostino risana gli sciancati, un tempo collocata nella cappella Godi nella vicentina chiesa di San Michele, dedicata a sant’Agostino e distrutta nel 1812, e ora esposta al Museo Civico di Vicenza. La veridicità della data 1549 fu confermata per la prima volta dal Barbantini (1937), e successivamente da Coletti (1940) e dalla Rossi (1978). Il Tintoretto, devoto di san Rocco, rende omaggio al potere taumaturgico del santo sulla peste e, ambientando la scena in un buio lazzaretto, palesa i significati e le analogie che intercorrono fra luce e tenebre, guarigione e malattia, salvezza e dannazione. Tintoretto, Sant’Agostino risana gli sciancati (particolare)- Museo Civico Chiericati – Vicenza (1547-1549). Il santo, modello di comportamento per tutti i confratelli per il suo impegno caritativo, si aggira in un ambiente di cupi bagliori gremito di corpi agitati. Intrato in quello, tutti li amorbati col segno dela croce gli liberava, & tutti pregava che non volesseno dire alchuna cosa, ma che p lo amore de Dio la fama sua tenesse occulta & fugendo la vana gloria per la fama che de lui per tutto i qllo luocho se divulgava. Il grande telero del presbiterio venne commissionato dalla Scuola di San Rocco nel 1549 come parte del progetto di istituzione di un ospedale gestito dalla scuola e osteggiato dai Frari. Alquale Rocho rispose che la sacra scriptura testifica che al volente niuna cosa gli è difficile & che non temeria nè clamori nè fatiche nè spuze & che p Dio il despzava ogni ocio & ogni quiete. Mentre il telere di San Rocco è databile, tramite documenti d’archivio, al 1549, Il Martirio di San Lorenzo era stato iniziato presumibilmente nel 1546, poco dopo il ritorno di Tiziano da Roma, ma terminato solo molti anni dopo, nel 1559. San Rocco risana gli appestati, l'immagine dell'opera di Tintoretto (Jacopo Robusti). Nato da famiglia benestante, San Rocco rinunciò a tutti i suoi beni. Si scelse così di raffigurare il santo patrono protettore degli appestati, impegnato nella … Tintoretto, sempre pronto a cogliere le novità, non poteva non sentirsi ispirato dal concorrere con il più anziano collega, ma è difficile essere certi di dove cominci e finisca il dare e l’avere tra questi due grandi pittori. Coletti (1944),  Tietze (1948), A. Pallucchini (1969) e P. Rossi (1982) non escludono, data l’alta qualità pittorica e inventiva della tela, un successivo intervento del Tintoretto alla fine degli anni ’60. I Provveditori alla Sanità, nel corso dei secoli, decretarono misure sempre più  rigorose contro il propagarsi della peste, una minaccia continuamente presente in una città che viveva di commercio marittimo. Paola Rossi, affrontando il problematico rapporto tra Tiziano e Tintoretto, si è soffermata proprio su questi due capolavori “notturni”. Note [ modifica | modifica wikitesto ] ^ Arte e Storia - Venezia , Bonechi, p. 125. LUOGHI Museo delle Navi e delle Antiche Carte Geografiche in Palazzo Poggi La luce fa emergere brutalmente dal buio i corpi degli appestati, trascendendo la mortale disperazione della quotidianità …. II, 1542-1573, f. 277 v – Citato da Coletti, 1944, p. 31). Dovette però trattarsi “di un completamento sovrappostosi solo marginalmente alla realizzazione degli anni ’46-’48” (1978, p. 182). Nè qui ritrovò mai l’invidia onde appoggiarsi, concorrendo il parere di tutti coloro, che bene intendono, che non può essere con più erudizione dipinta. Rocho dove glie magior periculo gli glie molto magiore premio, & che non se duna a quelli romani che erano lobsidio duna cittade; ma a quello più non stava su la mura. Raffaello, Liberazione di san Pietro, (1513-1514) – Stanza di Eliodoro, Roma, … svalutazione del concetto di spazio rinascimentale e avvio di una concezione irrazionale protesa verso quel senso di mistero … vortice allucinato nel quale sembra perdersi l’uomo …. Vedendo Vincenzo Rocho essere giovene & de elegate forma lo excito che no se volesse mettere a tale pericolo, dove le fatiche & le spuzze non poterebbe sustenire. Il dipinto di Tintoretto potrebbe illustrare l’ospedale per appestati edificato, nel 1423, su un’isola della Laguna, detto Lazzaretto Vecchio. Tintoretto si ispirò a questa pagina del celebre libro di Jacopo da Varagine, ma ambientò la scena in un enorme sala, prendendo quasi sicuramente ispirazione dalla realtà veneziana. DESCRIZIONE: La chiesa fu iniziata nel 1489 su progetto di Bartolomeo Bon ma venne radicalmente ristrutturata nel 1725 da Giovanni Scalfarotto che modificò la navata conservando, ... San Rocco risana gli appestati Jacopo Robusti (Tintoretto) Chiesa di San Rocco . L’ampia sala è occupata da quattro gruppi ben definiti di personaggi: San Rocco risana gli appestati – Iconografia. Tintoretto ambienta la scena in una grande sala, immersa nell’oscurità, mentre dalle finestre arriva la pallida luce del crepuscolo. Se invece desideri informazioni dettagliate clicca su, Fotografie di opere d’arte, pubblico dominio e diritti di riproduzione, Istituto Italiano di Tecnologia a Ca’ Rezzonico.

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